La persona con fibromialgia incontra barriere molto diversificate alla piena inclusione e capacità produttiva nell’ambiente di lavoro. Coerentemente con i principi della Convenzione dell’Onu, l’obiettivo di rimuoverle attraverso opportuni «accomodamenti ragionevoli» porta a considerare un ampio ventaglio di interventi e possibilità, che spaziano da tecnologie assistive fino a piccole e grandi modifiche dell’organizzazione di lavoro. Ma come scegliere e modulare gli interventi? In che modalità attuarli? Quale inquadramento legislativo considerare, quali attori aziendali coinvolgere e a quali finanziamenti poter attingere? A queste domande prova a rispondere il progetto di ricerca «Fibromialgia e lavoro», frutto del lavoro congiunto di Fondazione Asphi Onlus, Cisl, Cfu-Italia Odv e Fondazione Isal– Ricerca sul dolore. A partire dall’indagine rivolta a 1.176 persone con fibromialgia, da 2 focus group qualitativi e dall’utilizzo dei profili di funzionamento Icf, il progetto ha considerato i profili medici identificativi della patologia, l’inquadramento normativo giurisprudenziale con particolare riferimento agli «accomodamenti ragionevoli», le possibili soluzioni organizzative e le tecnologie assistive, le figure aziendali dell’ambito della salute e sicurezza nel lavoro e i possibili finanziamenti. Un’attenzione particolare è stata riservata alle storie delle persone fibromialgiche incontrate, la cui narrazione si è rivelata di supporto prezioso alle analisi prodotte.

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