Fino al secolo scorso nell’immaginario turistico il Piemonte era legato in prevalenza alle Alpi e ai laghi. Per il resto era paesaggio di risaie, con città grigie e fumose in cui si andava per lavorare. Oggi molte di quelle fabbriche sono diventate spazi urbani deindustrializzati e riconvertiti in ecomusei, luoghi della memoria, location per eventi: un cambio di segno nell’offerta turistica regionale che ha il fiore all’occhiello nel complesso Olivetti di Ivrea, cinquattaquattresimo Patrimonio dell’Umanità Unesco italiano. Eppure con il 43% del territorio in ambito montano il Piemonte resta una straordinaria meta naturalistica. La Guida Verde scandaglia in lungo e in largo le sue valli, con una particolare attenzione a quelle che sposano biodiversità e cultura materiale – casi esemplari, la Val d’Ossola e la valle Maira – sotto l’egida di un turismo sostenibile. Da Torino alle residenze sabaude sulla collina, da Cuneo a Vercelli e alla pianura del riso, dalle Langhe al Monferrato, natura e cultura si danno continuamente il cambio anche fra le pagine, grazie agli spunti di un nutrito pool di autori impegnati sul campo.

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